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Il passaggio da un anno all’altro è sempre un momento di cambiamento e di festa. Anche in questo caso le usanze per salutare l’anno nuovo sono diverse tra Occidente e Oriente.

Cotechino, lenticchie e spumante per noi italiani… e per il Giappone?

Capodanno, la festa

capodanno_tsubasa-chronicle_homeO-Shōgatsu, Capodanno, rappresenta uno dei periodi di ferie più lunghi del calendario lavorativo giapponese. Gli uffici e le fabbriche chiudono e chi vive nelle grandi città, spesso torna al paese d’origine. Fino a qualche anno fa anche i supermercati e le botteghe alimentari erano chiuse e non era quindi possibili acquistare prodotti freschi: ecco perché si preparavano una serie di pietanze che potevano durare ed essere consumati anche per diversi giorni. Per godersi appieno la festa, questa tradizione è rimasta ancora oggi.

Piatti tipici di buon augurio

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Un piccolo altare e un kadomatsu, tipiche decorazioni per accogliere l’anno nuovo

La sera del 31 dicembre si usa mangiare i toshikoshi-soba che, secondo la tradizione, portano ricchezza e fortuna per l’anno nuovo. Il nome stesso del piatto è infatti composto da toshi che significa “anno”, e koshi, ovvero “venire”. La lunghezza dello spaghetto, ingrediente della preparazione di questo piatto, simboleggia una lunga vita, mentre la ricchezza e la fortuna derivano dal fatto che la pasta di soba veniva utilizzata nel periodo Edo nelle officine di oro e argento per raccogliere i residui di polvere sparsa nei locali. Esistono pietanze fortunate e altre sfortunate e che quindi sono vietate durante questa festività. L’orata (tai) porta fortuna perchè il nome ricorda l’aggettivo medetai, che significa lieto, felice; le uova di aringa (kezunoko) simboleggiano la fertilità perchè l’ideogramma kazu significa numero, mentre ko bambino; i kuromame (un tipo di fagiolo nero) rappresentano la salute e la forza fisica; i gamberi e il daikon, il rafano bianco,  invece sono portatori di lunga vita. Infine i mochi sono dolcetti tipici Giapponesi che si preparano col riso glutinoso cotto al vapore e sono di buon augurio per l’anno nuovo e portatori di ricchezza, perché mochi può essere tradotto col verbo “avere/possedere”.

Quale pietanza beneaugurante giapponese vi piacerebbe mangiare per affrontare al meglio il 2018?



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