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Una delle più antiche tradizioni giapponesi è quella della cerimonia del tè, chado o cha no yu, letteralmente acqua calda per il tè. Il monaco buddhista Sen No Rikyu trasformò questa bevanda in un rito artistico, spirituale e filosofico; ma quali sono i vari tipi di tè originari del Sol Levante?

La parola ocha significa tè in giapponese e s’intende quello verde, questa tradizione è stata divulgata dai seguaci del buddhismo Zen, che da semplice bevanda hanno trasformato il tè in un vero e proprio culto. Un monaco considerato importante nella storia del tè è Eisai, lui portò i primi semi della pianta del tè in Giappone, iniziando a coltivarli a Kyoto, dove si trovano tuttora le piantagioni più antiche. Vengono effettuati più raccolti durante l’anno, ma solo il primo, quello tra fine marzo e metà maggio, in base alla regione, viene considerato un tè di grande qualità.

Le varietà di tè

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Una coltivazione di tè verde

Nel paese del Sol Levante il tè viene consumato quotidianamente, anche durante i pasti, ecco alcune delle miscele più diffuse:

  • Il kama-iri-cha: si dice sia stato il primo tè importato dalla Cina al Giappone e quindi il più antico ed il primo che i nipponici hanno bevuto. Oggigiorno è considerato un tè molto raro, dal profumo particolare e con un sapore leggero e rinfrescante.
  • Il sencha: è il tipo di tè verde più diffuso in Giappone, si passa dal poterne acquistare uno molto economico, ad uno più costoso, cambia in base alla lavorazione. Le foglie vengono scaldate a vapore e poi arrotolate, dandogli la forma di un ago di pino.
  • Il gyokuro: è considerato un tè di lusso, la coltura e il metodo d’infusione utilizzato sono molto particolari, ne viene prodotta una quantità davvero esigua, quindi non è facile poterlo trovare. Un tè molto simile al gyokuro è il kabuse-cha, meno caro e più diffuso del primo, ma sempre ottenuto da una coltivazione coperta. Questa tecnica fa sì che le foglie siano ricche di teina, rendendo il sapore della bevanda più dolce e donandogli un profumo intenso.
  • Il matcha: è il tè in polvere usato durante la tradizionale cerimonia, importato dalla Cina nel 1191 dal monaco zen Eisai. Viene utilizzato in molte ricette per donare l’intenso sapore di tè e grazie alla sua particolarità dell’essere venduto in polvere, spesso è mischiato ad altri tipi di bevande.
  • Il bancha: una tipologia di tè a basso contenuto di teina, ideale anche per i bambini.

Oltre ai tipi di tè verde citati sopra, che sono i più diffusi in Giappone, esistono anche dei tè neri e oolong nipponici.

Non solo tè

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Esempio di gelato al tè verde

In Giappone è in calo il consumo del classico tè caldo, preferendo al suo posto la bottiglietta di tè freddo e a causa di nuove bevande contenenti il matcha, la polvere di tè usata nella tradizionale cerimonia, come il Matcha Latte e la Matcha Beer, che stanno spopolando tra i nipponici e non solo. Un altro alimento molto apprezzato dai giapponesi è il gelato al tè verde, viene sempre utilizzato il matcha per la sua preparazione, che è il tipo di tè più diffuso grazie alle sue proprietà benefiche. Un ottimo rimedio per gustarsi il tè anche durante le afose estati giapponesi.

Ti piace il tè verde? Hai mai provato uno dei tipi di tè Giapponesi?



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